Saggio d’idee
Si balla quando non si parla. Ci si muove a ritmo, scanditi, quando per timidezza o per divieto non si riesce a dire quello che si vuole. Col ballo si contesta, si discorre, ci si scarica dalle fatiche della vita senza neanche una parola. Eppure bisogna essere dei grandi comunicatori per ballare. Comunicatori muti.
A guardare indietro, nel limite del documentato e dell’occidentale, le prime civiltà a provarci son state quelle mediterranee, nelle quali il ballo era abbinato alle domande e alle risposte coreutiche, e dove un “avanti e indietro” dialogava con il pubblico per spiegare cosa stava accadendo su un palco: esigenza esplicativa elevatissima, ma poca elasticità di movimento.
Il ballo era tutto chiuso in un passo, al massimo due, e finiva per essere una specie di sirtaki da teatro dove il messaggio era semplicemente veicolato da un passeggio breve e formale. Si farebbe fatica a definirlo “ballo”, in quest’epoca.
Col tempo, e oggi, le tecniche hanno superato certi vincoli vocabolari: non si spiega più con le parole, non c’è spazio per il parlato. Molti generi di comunicazione sono lasciati a certi stimoli vibranti muscolari, a quelle posizioni, a quei passi. Non si tratta più di re-citare, nel senso di ridire in altro modo qualcosa che già si è tentato di sostenere, come accadeva un tempo. Piuttosto ballando si dice, semmai si farnetica, ma è da lì che nascono, originarie, nuove relazioni di significati; e attraverso il combinato con la musica si fa derivare uno stile, che nient’altro è che un argomento.
Il passaggio è ultrasecolare, ma simbolico: la prolificazione dei linguaggi ha portato allo scadere dell’utilità, e quindi dell’uso, delle parole. Lo si vede in molti angoli della nostra civiltà progredita, e lo si vede soprattutto nelle discipline che interessano il corpo. Vogliamo comunicare danzando e danzare comunicando, in una indistricata balera di modi di dire (i passi) da condividere come in un dibattito, ma senza chiacchiere.
Finiscono, anche in questo modo, barriere geografiche e di cittadinanza. Si generano idee e si muovono pensieri. Sudando.