DALLA TESTA IN SU
MANOVRE NEL MONDO
LE ALI DI PINDARO
 

Sabbia nelle mani

 

Miki non sapeva perdere. Non era abituato. Uno come lui vinceva sempre, qualsiasi cosa dovesse fare. Era uno di quei tipi che non si riescono molto ad inquadrare in positivo perché nella loro perfezione nascondono qualche velo di antipatia ma nonostante questo sono sempre contornati da gente che li stima; quindi faceva invidia a tutti. Miki era proprio un tipo vincente: sapeva fin da bambino due lingue perfettamente visto che la madre era un hostess inglese ed il padre un imprenditore italiano, a scuola era stato sempre il più bravo e quando si laureò con il massimo dei voti un anno prima degli altri, chi ancora si ostinava a insinuare che non era poi così brillante negli studi dovette una volta per tutte tapparsi la bocca. Nello sport non aveva rivali, lui che era un tipo atletico e che riusciva a fare qualsiasi cosa, nel calcio trovò la sua dimensione; a soli 18 anni già giocava sotto contratto (qualche centinaio di euro al mese), un campione nato ripeteva il padre. Poi lasciò perdere quando capì che dietro una scrivania si può ottenere molto più potere usando una cornetta del telefono piuttosto che un pallone. Così si dedicò al lavoro, nell’azienda di famiglia ovviamente. Le soddisfazioni non mancarono quando, dopo aver conquistato la guida del gruppo, costruì un piccolo impero destinato sicuramente al successo. Essendo poi un tipo piuttosto carismatico è facile prevedere che al culmine della sua carriera avrebbe ricoperto sicuramente un ruolo di prestigio e di potere.

 

Miki aveva successo, con le donne si intende. Era stato tra i primi al Liceo a documentare prestazioni ed equipaggiamenti di gran parte del panorama femminile, però lo faceva con stile. Lui infatti oltre ad essere un tipo interessante e di bell’aspetto era anche elegante ed affascinante. Con il suo modo di parlare e di gesticolare trascinava a sé sia donne che uomini; sapeva far ridere ed ascoltare come il più grande degli amici ma sapeva anche incantare e intrigare come il più abile dei conquistatori. Difficile che una donna potesse resistergli: si trasformava in un fidanzato modello se in lui avevano visto l’amore o rimaneva un  amante passionale se cercavano solo il sesso.

 

Il sole però non illumina le persone in eterno; succede spesso che si perde in un colpo solo tutto quello che si aveva vinto. Quell’anno per Miki andò così. Dopo aver passato dai 20 ai 30 al massimo di ciò che si può augurare per se stessi, dopo aver vissuto al limite del sogno, dove i sogni resistono poco perché si ottiene molto prima ciò che veramente si desidera, Miki perse tutto. Qualcuno spinse l’interruttore che governava la sua aura magica e cominciò un lento declino.

In realtà Miki non perse nulla di materiale, non perse il lavoro, non perse gli affetti, non perse i suoi cari,

perse solo la motivazione. Miki aveva capito che non aveva il controllo di nulla, che tutto quello che aveva, come gli era stato dato gli poteva essere tolto prima o poi. Perché accade così, non esistono direzioni lineari, ma solo percorsi ciclici i cui apici rappresentano i momenti alti e quelli bassi di ognuno di noi; non tutti però hanno energia sufficiente per girare la boa e risalire ogni volta. Niente si può avere in eterno e niente si può controllare; molti però non hanno la forza di archiviare come “soddisfazioni” quei momenti di felicità che compaiono nei temporanei periodi positivi di una vita. Miki era fra questi.

 

Un giorno come tanti decise di lasciare perdere, tirò dritto verso il mare. In quei giorni di fine inverno quando la spiaggia è deserta si sa che si ascolta meglio la vita; così con le ginocchia affondate nella sabbia fissava le onde. Nei pugni una manciata di granelli che piano piano scivolavano via. Possibile che sia tutto così inafferrabile? Non c’è nulla che si possa tenere saldamente in mano in questo mondo. Come  sabbia nelle mani che scorre via, Miki lasciava andare tutto quello che aveva avuto. Forse chi lo aveva baciato di felicità fino a quel momento aveva ugualmente allentato la presa e lo aveva abbandonato.

 

C’è chi dice che se ne è andato, chi dice che è partito e chi addirittura che non è mai esistito. Si sa solo che dopo aver visto che l’orizzonte non era nitido ai suoi occhi Miki non si è fatto più trovare; scivolato via come milioni di granelli, in mezzo a milioni di granelli.


di Fedo
29-03-2009
 
Hernan Casciari
 
Pubblicati !
 
Novità!