L'aumento dei prezzi sembra essere senza controllo, ma soprattutto senza prospettiva di arresto. Molte famiglie italiane stentano ad arrivare alla quarta settimana. Andare al supermercato non appare più un'operazione così indolore.
Una risposta ai rincari nel settore alimentare l'Italia l'ha data e la sta dando (ma senza troppa convinzione). Con un decreto ministeriale di fine 2007, dall'inizio di questo anno anche in Italia si potranno fare acquisti ai farmer's market: i mercati contadini per dirla all'italiana, che non saranno la soluzione al problema ma almeno ci permettono di guardare avanti con una prospettiva migliore.
Cosa sono questi farmer's market? Sono mercati dove sarà direttamente il contadino, sia esso imprenditore agricolo o cooperativa, ad occuparsi della vendita dei prodotti che ha raccolto dal suo terreno. Si segna così un deciso pass o in controtendenza rispetto alla grande distribuzione accentrata, tornando ad un sistema localizzato di commercializzazione alimentare tipico dei tempi passati.
Sicuramente il fenomeno è ancora marginale, ma non per questo deve essere privo di risonanza, visto che è lo stesso decreto a fornire ampie prospettive di sviluppo dei mercati contadini. Attualmente sono circa un centinaio quelli attivi sparsi per tutta Italia, ma entro il 2010 dovranno essere 400-500 conivolgendo circa 8000 imprese.
Ora, pensare che i farmer's market siano la risposta al carovita è sicuramente troppo roseo per le dimensioni e la diffusione che questa nuova attività possiede. Anche perché i costi che si devono sostenere per fare acquisti in questi mercati non sono poi così inferiori rispetto a quelli della grande distribuzione, anzi in diversi casi sono anche maggiori, ma sicuramente rappresentano un giusto cocktail tra convenienza e qualità. La qualità appare indubbiamente maggiore; pur non volendo inficiare quanto quotidianamente viene acquistato nei supermercati, sicuramente dovrà riflettersi sul fatto che i prodotti sono spesso importati (o quantomeno provengono da altre parti d'Italia) dovendo perciò subire dei trattamenti per arrivare in condizioni commerciali sui banchi di vendita dopo migliaia di chilometri. Nei mercati contadini questo spostamento di merci non si verifica dato che possono vendersi soltanto prodotti provenienti da aziende agricole ubicate nella stessa regione ove si procederà alla vendita, con un conseguente risparmio netto dei costi di trasporto ed un sensibile calo delle emissioni di CO2.
Certo che se facessimo un confronto con lo stesso bene venduto al supermercato ed uno venduto ai farmer's market l'ago della bilancia potrebbe pendere verso il primo. Ma siamo sicuri che è proprio lo stesso bene?
Inoltre questa probabilità di risparmio al supermercato subirà un chiaro ridimensionamento per tutti quei prodotti che vedranno la loro filiera produttiva decisamente accorciata.
Quanto alla sicurezza dei prodotti non pare ci sia nulla da temere visto che quanto messo in vendita è pienamente rintracciabile e contrallato: deve infatti essere indicato il nome dell'azienda produttrice e l'origine delle materie prime; inoltre bisogna considerare che molto del venduto ai mercati contadini è di origine biologica che di per se garantisce un'elevata qualità intrinseca.
Risparmio, qualità elevata, sviluppo del territorio, attenzione per l'ambiente, sono gli ingredienti che si auspica renderanno i farmer's market un sistema efficiente nella realtà commerciale italiana.
Massimo Alpigiani
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