DALLA TESTA IN SU
MANOVRE NEL MONDO
LE ALI DI PINDARO
 

Le tenebre di Via Gradoli

 

Tanti anni orsono - più di un quarto di secolo è già passato da allora - la impervia stradina che si affaccia sulla Via Cassia e scompare tra anonimi palazzi che vorrebbero apparire borghesi, fu teatro di uno dei più fitti misteri della storia della Repubblica italiana. In Via Gradoli Aldo Moro fu coartatamente tenuto prigioniero per quasi due mesi, mentre comunicati a firma Brigate Rosse giungevano a destinatari più o meno autoritari e lo Stato si appellava ad una seduta spiritica che guidò inspiegabilmente le ricerche presso il Lago della Duchessa.
Le foto di Moro nascosto in quel covo improvvisato, alle spalle la sinistra sigla "B.R." e negli occhi la consapevolezza di essere spacciato, sono indelebili nei ricordi di tutti, anche di chi, come me, allora non era neanche nato.

La transizione della Democrazia Cristiana verso un centro sinistra in divenire, paventata da Moro, gli costò la vita e il fallimento delle proprie idee.
Ora che lo scandalo ha nuovamente scosso la solita Via Gradoli, neanche vi fosse una maledizione per non dire un oscuro disegno a noi incomprensibile, ecco riaffacciarsi i fantasmi del passato. Qualcuno ha azzardato fantasiose ipotesi che coinvolgerebbero i servizi segreti, ora come allora legati a doppio filo all'anonima strada residenziale di Roma Nord per chissà quali ragioni. Certo è che anche qualora vi fosse un benché minimo legame tra le due sporche faccende, le modalità con cui i tragici delitti - per la morte di Brenda, sia chiaro, quella dell'omicidio è al momento solo un'ipotesi al vaglio di chi indaga - sono stati portati a termine, riflettono un barbaro decadimento del costume e della classe dirigente del Belpaese.

Se togliere la vita ad un politico reo di voler legare cattolici e comunisti (il "Compromesso Storico"), pur restando un vile tentativo di sovvertire l'ordinamento nazionale ed in quanto tale da condannare con fermezza, rappresenta almeno l'identificazione di una parte del popolo nelle proprie idee, l'omicidio, se confermato, di un transessuale depositario di segreti piccanti e peccaminose rivelazioni sulla vita privata di politici di prima fascia non può trovare appiglio in alcuna ideologia.
Se un tempo c'era la transizione ideologica, oggi si affacciano dai balconi seminascosti di Via Gradoli imbarazzati trans dai nomi esotici.
Alle BR si contrappone adesso BRenda, che quella agghiacciante sigla nasconde nelle prime lettere del proprio nome d'arte. Se poi qualche cliente la chiamasse in privato anche Duchessa, come il lago per l'appunto, questo non è dato saperlo, ma non mi sentirei di escluderlo. I criptici messaggi di minaccia allo Stato inviati tempo addietro a mezzo volantini siglati, adesso si nascondono criptati all'interno dei file di un pc riposto da "amatori" in un lavandino, neanche a volerne lavare i peccati.
Un tempo il nemico si combatteva con le armi, adesso sembra che l'arma impropria utilizzata a fini sovversivi sia quella del gossip scabroso che genera ricatto ed estorsioni.
Ovvio che sulla carta soddisfare pruriginose curiosità non può essere letale quanto eliminare fisicamente un leader di partito. Eppure il morto ci scappa comunque.
Scegliete voi il male minore

 

Articolo tratto da

 


di Gianfabio Florio
01-12-2009
 
Hernan Casciari
 
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