DALLA TESTA IN SU
MANOVRE NEL MONDO
LE ALI DI PINDARO
 

Ultimo tango a Parigi

 

Nel celebre film di Bertolucci, a Parigi Marlon Brando e Maria Schneider ponevano fine alla loro selvaggia passione amorosa, che portava la Schneider ad uccidere Brando, ubriaco fino al midollo. Nella stessa Parigi, qualche anno dopo, l'ubriaco Liam Gallagher scriveva l'epilogo della sua storia di odio con il fratello Noel, uccidendone la chitarra, ultimo feticcio di un Rock and roll d'annata.

Proprio come succede nei più malriusciti romanzi gialli, la storia degli Oasis si è conclusa con un finale scontato: sin dall'inizio della narrazione tutti avevano compreso chi fosse l'assassino.
Proprio così, perchè è dal lontano 1994, anno del fortunato esordio discografico del quintetto di Manchester, che i fan degli Oasis sparsi per il globo terrestre temevano un epilogo così triste, ed è dal principio che tutti i sospetti cadevano su Liam, il minore dei fratelli Gallagher, sia anagraficamente che in termini di talento.
Tutto ciò premesso, questa non vuole essere la cronaca di un addio annunciato - quello che Noel ha decretato lo scorso venerdì, dando il benservito alla sua band - bensì una feroce critica al Signor William John Paul Gallagher di Burnage, in arte Liam, di anni 37 (a giorni) e di professione cantante e rovinafamiglie. La famiglia che Liam ha distrutto con il suo comportamento non è solo quella - ormai ex - proletaria dei Gallagher, cresciuta nell'influenza della lad culture britannica tutta birra, calcio e violenza domestica, bensì anche quella ben più nutrita dei seguaci del fenomeno musicale che gli Oasis hanno rappresentato negli ultimi 15 anni.
Rifletteteci su e ripercorrete la storia della band sin dagli esordi: chi ha abbandonato il palco dello show unplugged organizzato da Mtv nel 1996 per passare l'intera serata a disturbare il fratello che si esibiva davanti ai numerosi fan accorsi? Chi è stato arrestato per possesso di cocaina nel corso dello stesso anno in quel di Londra alle prime luci dell'alba? Chi per futili motivi si è fatto frantumare  gli incisivi da un manipolo di banditi nel lounge bar di un lussuoso hotel di Berlino? Chi ha reso impossibile la vita al resto della band per molti, troppi anni, atteggiandosi a irritante prima donna? Chi, infine, tra un insulto e l'altro si è permesso di distruggere la chitarra di Noel, mandando in frantumi la possibilità per la band di concludere degnamente un immenso tour mondiale e decretando la parola fine al romanzo rock 'n' roll più interessante dell'ultimo ventennio?

Esatto, la risposta è Liam.

Gli spettatori che avevano già acquistato i biglietti per lo show di Milano non hanno voluto credere alla notizia. Poi ne hanno preso atto e hanno cominciato ad interrogarsi sui motivi che abbiano spinto il ragazzo ribelle, alle soglie dei quarant'anni, a tormentare a tal punto il fratello perfino facendone a pezzi la chitarra, lo strumento dal quale il geniale Noel ha estrapolato decine di pietre miliari della storia della musica. Forse è eccessivo tirare in ballo basilari e rudimentali nozioni di psicanalisi relative all'invidia del pene - leggasi chitarra - o ad altre fantasticherie Freudiane, applicabili con un pò di sforzo per analogia alla vicenda dei Gallagher. Ma per il "giovane" William John Paul detto Liam non deve essere stato facile competere con un fratello in grado di tirare fuori da una sei corde inni del calibro di Wonderwall. Come il più classico figliol prodigo, dopo tutte le sue bizze da star, è stato di volta in volta reintegrato da Noel nella formazione degli Oasis, senza dimostrare alcuna gratitudine a quello stesso fratello che lo ha introdotto piano piano all'arte della composizione musicale, che Liam - giusto riconoscerlo - solo adesso stava iniziando a sviluppare.
Molti sostengono che sono proprio gli eccessi da star a rendere celebre una band e ad assegnarla di diritto all'olimpo delle super stars. Ma ai fan degli Oasis, a tutti quelli che furono ammaliati dalla loro aura sin dalle prime note di Rock 'n' roll Star, a.d. 1994,  a tutti loro, ne sono certo, delle risse dei Gallagher non è mai importato nulla e, al contrario, hanno sempre auspicato in cuor loro che il legame di sangue potesse prevalere sulla divergenze caratteriali.
Ed è proprio in nome della musica che a noi tutti l'ennesima litigata dei novelli Caino e Abele provoca una fastidiosa rabbia, che cresce di ora in ora riflettendo sul fatto che da oggi in poi di Oasis si parlerà unicamente al passato, così come si fa con i Beatles, è vero, ma è una magra consolazione.
Ma quali scenari si spalancano adesso davanti alla band di Manchester?
Noel si dedicherà finalmente al tanto atteso progetto solista per il quale l'avvocato Agnelli avrebbe parlato di "Aspettando Godot"?
Liam proseguirà nell'utilizzo - forse improprio - del brand Oasis? In tal caso sarà bene che il ragazzo si dia da fare per mettere in atto in fretta e in furia gli insegnamenti fraterni, cercando di tirare fuori da un piccolo strumento musicale delle grandi note che gli permettano di attirare ancora alle sue esibizioni live decine di migliaia di persone.
Se gli Oasis live sono quelli visti di recente, che condensano in soli 60 minuti uno show canoro proprio a causa delle cattive condizioni della voce di Liam, il faticoso baraccone dei tour attorno al mondo non potrà proseguire ab eterno? Pian piano i fan traditi ne avranno abbastanza di pagare quasi cento euro per assistere a concerti mordi e fuggi, e allora Liam potrà consolidare il proprio ricco conto in banca solo attraverso la vendita degli album, ma come in un circolo vizioso per farlo avrà bisogno del fratello. Altrimenti sarà necessario perfezionare il livello qualitativo delle proprie composizioni e solo allora, dopo aver dedicato alla scrittura fatica e dedizione, Liam Gallagher sarà conscio del valore che una chitarra può avere per un musicista degno di questo nome. E solo allora, statene certi, sarà in grado di chiedere scusa. A Noel e al resto del mondo Oasis.
A quel punto, forse, sarà possibile assistere ad una romantica reunion della band, proprio come fecero i Pink Floyd nel corso del Live 8 del 2005. Il prossimo Live 8, se la matematica non è un'opinione, dovrebbe tenersi nel 2025... Speriamo solo di non dover aspettare così tanto.


di Gianfabio Florio
31-08-2009
 
Hernan Casciari
 
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